NATALIA ASPESI
Potevano essere altri, più fiammeggianti e costruttivi, più remunerativi e sperati, insomma vere proposte di libertà, i primi solenni impegni presi dagli scalpitanti nuovissimi governatori del povero Nord che si avvia malconcio a precipitare nella Padania. Roberto Cota e Luca Zaia, due non brutti giovanotti in cravatta verde, sono stati eletti a furor di popolo anche da frotte di ammiratrici che ne adorano il celodurismo di partito.
Ebbene, i due si sono subito dimostrati soprattutto devoti, tradizionalisti, forse nostalgici della messa in latino, e soprattutto ben diversi dai faciloni loro alleati pdl, che si sono fatta la brutta fama di perdigiorno dietro escort ambosessi e sempre a gridare su pratiche di giustizia che non interessano ad anima viva tranne una.
Si sa che ormai le donne sono diventate l'anello più floscio della società, loro che pareva avessero in mano il mondo e adesso invece non basta un bel sedere per far carriera, se non sai almeno praticare l'igiene dentale. Quindi prima che agli evasori, agli inquinatori, ai criminali, ai fannulloni e persino ai clandestini, i nuovi ras della Padania hanno preso subito a randellate le donne; che se non ci fossero non ci sarebbe l'aborto, quindi l'obbligo di perder tempo con un grattacapo epocale irrisolvibile, reso stordente dal continuo martellare ecclesiastico che ogni mattina si sveglia, dà un veloce sguardo annoiato sulla montagna impolverata di pratiche pedofile che riguardano i suoi pii fratelli in tutto il mondo, e subito gli viene un diavolo per capello pensando all'infame dal nome innominabile, la diavolessa RU486, che gli fa passare anche la voglia del cappuccino.
Quella pozione luciferina ha qualcosa di veramente abominevole: procura l'aborto senza che chi la ingoia quasi se ne accorga, la paziente non subisce ferri chirurgici o aspiratori, non si sente strappare le viscere, non si dissangua, non prova che lievi dolori. Ignominia su ignominia, i nemici del farmaco sostengono che con questo metodo sbrigativo la peccatrice non ha tempo di sentirsi quello che è, un'assassina, e di continuare a soffrire e chiedere perdono per tutti i suoi giorni. Questo non è vero, perché se non in termini così apocalittici, non c'è aborto che non lasci una ferita in una donna, che sempre si chiederà a cosa ha rinunciato e chi sarebbe stato quella rinuncia una volta diventata persona. Certo, l'interruzione di gravidanza, voluta dalla legge 194 e necessariamente cruenta, piace di più ai nemici dell'aborto, in quanto punitiva: anche se poi, quel che davvero si meriterebbero le donne sarebbe un bel ritorno all'aborto clandestino, quando almeno le malvagie assassine spesso morivano come meritavano.
A questo punto risulta chiarissimo, e senza condizionali, che le parole dei vescovi alla vigilia delle elezioni erano un ordine cui non si poteva disubbidire. E i vincitori hanno subito risposto come dovevano, rassicurato le gerarchie, in cambio dell'appoggio alla vittoria: a questo punto, la morte della RU486, potrebbe anche preludere a una revisione della legge 194. Ci sono ministri mistici o governatori tutto casa e chiesa che si svegliano pensando ai feti, e giù lacrime, e già si armano per mettere definitivamente le donne al tappeto con una legge che renda una interruzione legale più difficile che un Nobel al pensoso erede Bossi.
Il problema è che i feti di Cota, Zaia e tutti gli altri governatori spaventati e inetti, non hanno nessuna riconoscenza; se ne stessero lì, buoni, feti per sempre, non darebbero fastidio: ma pretendono di diventare bambini, di crescere e farsi noiosi e ingombranti e pieni di pretese: e si lamentano dei preti pedofili, e non si accontentano di pane e acqua alla refezione scolastica, e fan fare brutte figure ai giovanotti che li ammazzano di botte, e strillano se li vendono per la prostituzione o li usano per ricavarne organi sani. Cota e amici, giusto martellare la cattiva pillola, ma magari una vostra premurosa occhiata leghista su come vivono i bambini, non potreste sprecarla più per i bambini che per i feti?
( da LaRepubblica di oggi)
02 aprile 2010
19 marzo 2010
PROSECCO
Come attrezzatura siamo scarsi.....(più che scarse direi pigre, lo scola bottiglie è nella soffitta di casa mia, al terzo piano...troppe scale)
ma come materia prima, eccellenza. Domenica scorsa cabernet e merlot, e domani bollicine.Il cielo non ci aiuta, è coperto e bianchiccio
(che novità...)
E tra una settimana me ne torno a casa, al mare. E per un mese non voglio vedere pennelli, di nessuna dimensione.
ma come materia prima, eccellenza. Domenica scorsa cabernet e merlot, e domani bollicine.Il cielo non ci aiuta, è coperto e bianchiccio
(che novità...)
E tra una settimana me ne torno a casa, al mare. E per un mese non voglio vedere pennelli, di nessuna dimensione.
21 febbraio 2010
12 gennaio 2010
Inverno?.....ma va là!

Basta acqua!!! Non se ne poteva più!!!! (come se bastasse volerlo per farla smettere.....)
Mi sembra non abbia mai smesso di piovere dal 29 dicembre, quando sono ritornata dalla neve e dal gelo del nord (oddio, mica sono andata in Norvegia, no, solo in veneto...ma la', l'inverno, è un'altra cosa).
Bisogna andarsene per accorgersene.
Nella mia terra, l'inverno dura SEI MESI.
Sei mesi di cielo color latte, di guanti e cappello, di cappotto/piumino/sciarpa...di bollette del gas he fanno rabbia.....
E vabbè, tutto il nord è così...............
Ma io, adesso, sono qui, scrivo davanti alla finestra,batto sui tasti e ci vedo anche poco perchè il sole mi acceca, e davanti ho il MARE. Liscio e silenzioso (ha brontolato per giorni, ma io aspettavo.....)il riscaldamento è spento e le finestre sono spalancate.Piumino e guanti li ho lasciati nell'armadio, a Rovigo.
Ma la pioggia?...dimenticata.
E adesso, mi metto una giacca, la sciarpa anche (sul mare c'è sempre un po' di arietta)in tasca un De Luca ....e me ne vado in spiaggia!
MICA POCO !?!!!!!!
L'immagine non c'entra nulla...ma mi piace molto.
....qualche ora dopo
Ma la sciarpa non l'ho messa......troppo caldo!!!!! e vi siete risparmiati le foto (pile scariche...azz..)
31 dicembre 2009
Prontuario per il brindisi di capodanno
Bevo a chi è di turno
in treno, in ospedale,cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,a chi non si può alzare,
a chi arrossisce,a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spenge un incendio,a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,a chi scorda l’offesa,
a chi sorride in fotografia,a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,
a chi restituisce da quello che ha avuto,a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,a chi vuole farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.
Erri De Luca
in treno, in ospedale,cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,a chi non si può alzare,
a chi arrossisce,a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spenge un incendio,a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,a chi scorda l’offesa,
a chi sorride in fotografia,a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,
a chi restituisce da quello che ha avuto,a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,a chi vuole farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.
Erri De Luca
15 settembre 2009
...poi ci sono tornata, in laguna.
...ma non di mercoledì, che Celeste è chiuso.
Celeste è un ottimo ristorante di Pellestrina ,ci si va da taaanti anni (in barca ormeggiando proprio lì, oppure in traghetto da Chioggia)
famose la granseola, il pasticcio di pesce e da quella gita, gli scampi in saor....fantastici!
Va beh! è ormai chiaro che la meta della gitarella era la "mangiata", ma il viaggio di ritorno, di notte, appagati e con un tasso alcolico gentile...che bellezza...
20 agosto 2009
31 luglio 2009
19 giugno 2009
In giro per i monasteri del Lazio
E...si.Due parole ci vogliono.
Beh! E'una gita che consiglio.Intanto sono luoghi poco frequentati (io ci sono stata all'inizio di settimana e ho incontrato solo frati ( da 2 al massimo di 6 per monastero!!!!) e giardinieri).
Frati Benedettini Cistercensi( trappisti), età media 75 anni, fine delle vocazioni .
Nell'Abbazia di Trisulti (Frosinone)(3 frati)Frate Claudio mi ha fatto da guida per 2 ore.Volate.
L'antica Farmacia settecentesca è un capolavoro di intarsi in legno, pitture a trompe l'oeil e grottesche.
Purtroppo (?!?!) la Sovrintendenza fa talmente poco che ,forse, è meglio affrettarsi a visitarla,
ancora qualche pioggia e l'acqua si porterà via le pitture...
Questa abbazia è autonoma.Una fonte naturale produce energia, l'orto li nutre .
Questa è Farfa (Rieti) un borgo delizioso, 6 frati .(vecchierelli)
Beh! E'una gita che consiglio.Intanto sono luoghi poco frequentati (io ci sono stata all'inizio di settimana e ho incontrato solo frati ( da 2 al massimo di 6 per monastero!!!!) e giardinieri).
Frati Benedettini Cistercensi( trappisti), età media 75 anni, fine delle vocazioni .
Nell'Abbazia di Trisulti (Frosinone)(3 frati)Frate Claudio mi ha fatto da guida per 2 ore.Volate.
L'antica Farmacia settecentesca è un capolavoro di intarsi in legno, pitture a trompe l'oeil e grottesche.
Purtroppo (?!?!) la Sovrintendenza fa talmente poco che ,forse, è meglio affrettarsi a visitarla,
ancora qualche pioggia e l'acqua si porterà via le pitture...
Questa abbazia è autonoma.Una fonte naturale produce energia, l'orto li nutre .
27 marzo 2009
Finalmente!!!!
Questo è molto al nord.
Dopo vent'anni alle piste da sci.
Con gli stessi amici.
Bellissimo........
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